lunedì 18 giugno 2012

La vera religione


In quel gruppo erano tutti illuminati. Conoscevano il segreto della vita ed erano Dei. Vivevano in comunione con la volontà di Dio. Ogni loro pensiero si realizzava, perché era il pensiero di Dio, il verbo. Niente li turbava, era un’estasi continua. E tutto questo grazie a un mese di meditazione. Da quando uno di loro, il primo, aveva detto: “si medita così”.  Dovevi stare in piedi con le mani e la faccia rivolte verso il cielo, per un’ora al giorno. Dopo un mese l’illuminazione era garantita. E tutto ciò veniva offerto gratis, perché un illuminato non chiederebbe mai del denaro in cambio del segreto della felicità. Quel dono è già il più grande piacere per un illuminato.
Tutto il mondo, in un anno, si illuminò, così tutti gli abitanti della terra passarono dalla dimensione fisica alla dimensione dell’Assoluto, del Logos, dell’Essere in quanto essere, dell’Immanenza. Il tempo scomparve e anche lo spazio. Così possiamo dire che tutto ciò avvenne contemporaneamente e in ogni luogo. La terra stessa e tutto l’universo si accorse di se stesso, fu presente a se stesso e continuò così per l’eternità.
Tutto questo perché, in quella posizione meditativa, gli uomini, inconsapevolmente, erano indotti a toccare, con il palato, un punto sulla lingua quasi mai toccato prima. Un punto che, se sollecitato, fa produrre al corpo umano una droga che risveglia la coscienza. Lo stesso punto che Buddha, Gesù, Ermete Trismegisto e pochi altri avevano, tramite altre pratiche, toccato in passato.

sabato 16 giugno 2012

Esoterismo

Esoterico di solito vuol dire "per gli interni". Ma se uno è esoterico davvero sa che per ogni cosa c'è almeno un altro significato più nascosto. "Per gli interni" infatti vuol dire anche "dei mondi interni", "dell'interiorità". Esoterico non vuol dire altro che "attenzione rivolta all'interno invece che all'esterno". Se già sai che tutto l'esterno è la tua rappresentazione del mondo e non un mondo oggettivo arrivi poi alla comprensione che anche quella è solo un'altra interpretazione e che non ne esci. Allora alcuni pensano che, siccome non vedono la via d'uscita, allora vuol dire che l'uscita non c'è. Anch'io ho pensato per tanto tempo questa cosa. E infatti ho fatto per lungo tempo il pubblicitario, manipolando il linguaggio e mostrandoti e mostrandomi il mondo in mille modi diversi. Ma è troppo facile. A un certo punto anche un milione di mondi saranno troppo stretti se non ne puoi uscire, se sono tutti finti, frutto di un milione di autoillusioni, di un milione di lenti di un milione di colori diversi. Drrrrrrrriiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiinnnnnnnnn!

mercoledì 30 maggio 2012

ancora


nasci, studi, ti fidanzi, ti lasci, ti fidanzi di nuovo. ti sposi, trovi un bel lavoro, spendi i soldi, compri una bella casa, una bella macchina, tutte le comodità, esci con gli amici, e muori.
e intanto ti annoi sempre di più
perchè è tutto finto
perchè non sei tu
e tutto questo è sempre più automatico e meccanico
come se fossi allevato
siamo in un allevamento
e appena acquisisci un po' di coscienza te ne accorgi
appena inizi a guardarti
ma se hai l'occasione di uscirne può cambiare tutto
rinuncio a tutto
pur di vedere com'è fatta l'autenticità
i soldi, le donne, la droga, sono tutte distrazioni
non l'amore
che è un'altra cosa

sabato 19 maggio 2012

Cani e padroni di cani


C’era una volta un cane che portava a spasso il suo padrone. Un giorno pestò una merda di uomo e si incazzò tantissimo con tutti quei cani che portavano in giro i padroni senza togliere le merde dal marciapiedi col sacchettino apposito o come cazzo volevano loro. “è una cosa incivile”, diceva, e continuava a strofinare la sua zampa contro l'angolo del marciapiedi. Il padrone, vedendolo così arrabbiato gli disse: “Cane, non te la prendere, porta fortuna”. Il cane non poteva capire il linguaggio umano, ma accarezzò lo stesso il padrone dietro le orecchie e tirandolo col guinzaglio continuò la sua passeggiata quotidiana.

lunedì 14 maggio 2012

Implicazione

Implicito vuol dire che sta dentro a una cosa, ma non lo vedi, è nascosto. Vuol dire che si può dedurre da un'altra cosa. Cioè se io dico 2+2=4 è implicito che 4-2=2.
Tutto è collegato, tutto è implicito rispetto a qualcosa.
Ci sono un sacco di cose che ci fanno incazzare e non sappiamo perché. Quello che ci fa incazzare è qualcosa di implicito in qualcosa.
Per esempio se una persona mi spiega qualcosa per filo e per segno e io mi incazzo, lo faccio perchè implicitamente quella persona mi sta dicendo "ignorante". è altrettanto implicito, in questo caso, che io sono un orgoglioso, un superbo.

Capita di essere incuriositi e divertiti, stupiti, da un cane che gioca con una palla. Cosa c'è di così strano? Perché non lo facciamo quando vediamo un bambino in quella situazione? Cosa c'è di implicito in un cane che gioca a palla e nel nostro stupore? Cosa ci rivela? "Guarda che curioso!"

é implicito che:

se avessimo la coda, scodinzoleremmo.

sabato 21 aprile 2012

Buenos Aires

Io: "Dove sei?"
Carmelina: "Stiamo andando in zona Tortona a vedere un po' di cose. Dice che c'è un posto che ai primi 10 che arrivano danno una sedia di design gratis. Tu non vieni vero?"
Io: "No, sono in Buenos Aires."
Carmelina: "Io sono qui."
Io: "Vabbè ciao."
Carmelina: "Ciao."

Io: "Scusa sai dove posso trovare 'La danza della realtà" di Jodorowsky?"
Lei: (sfx passi)
Io "Grazie."
Lei: (sfx passi che si allontanano)

Io: "Puo' farmi una confezione regalo?"
Cassiera: (sfx struscichio di carta)
Io: "Grazie"
Cassiera (al cliente successivo): "Prego."

 Tipa - "Mi ha detto che sono sotto peso."
Amica - "Amooore! Ma che bello è!"
Tipa - "Si ma ....."

 Io - "Questa tipa davanti a me vestita tutta di nero. Chissà perchè la gente si veste tutta di nero? Forse vuole dimostrare che non gliene frega niente degli altri, che è forte, che è indipendente, che non ha paura del buio, che è lei l'uomo nero. E magari questa cosa nasconde proprio la paura di essere attaccata e così magari il nero ti rende anche un po' invisibile oltre che un po' misteriosa. Ecco sto giudicando una persona e di solito quando lo facciamo è perchè vediamo negli altri i nostri difetti. Ecco, lo sapevo sono vestito tutto di nero."

giovedì 19 aprile 2012

Giovedì 19 Aprile 2012 ore 23.15


Ogni testo comprensibile e borghese nel senso più vicino a “normale” è un testo su un argomento. Anche questo è un testo su un argomento, cioè sui testi comprensibili e borghesi. I testi che si oppongono a questo tipo di testi sono considerati caotici e non artistici, perché si è stabilito che l’Arte deve avere una forma “bella” dentro la quale bisogna veicolare un contenuto. Ma dietro questa intenzione della forma bella sta una paura di verità, una paura di sé, di essere sinceri, di non essere amati nella nostra nudità, nella nostra follia che è la vera sanità e che si discosta così tanto dalle convenzioni con cui ci illudiamo di essere in un film.
E invece il testo autentico, vero, sincero, è un testo necessariamente autobiografico nel senso che non tiene conto di altri spettatori che non siano se stessi. E se gli altri capiranno sarà perché saranno vicini alla ricerca dell’autore o perché quello scritto risulta, infine, archetipico nella sua spontaneità collettiva. Altrimenti pazienza, la ricerca della verità non può tenere conto degli altri, non può aspettarli. Quest’ultimo tipo di produzione però non è quasi mai pubblicabile perché troppo fuori dalle consuetudini e spesso punibile legalmente o socialmente. Perché la sincerità si paga anche quando si parla d’amore.

lunedì 2 aprile 2012

Un altro mondo


Oggi pensavo alla meteorologia. Ho detto a una ragazza "martedì e giovedì piove". Mi sono accorto della certezza con cui l'ho detto. E ho pensato che quando c'era l'astrologia e gli aruspici la gente parlava come si parla adesso delle previsioni del tempo. Poi è arrivata la scienza e adesso ci si basa sulle previsioni meteo. Un giorno, dopodomani o tra mille anni, ci sarà un paradigma tutto nuovo in base al quale guarderemo alla scienza come oggi si guarda all'astrologia.
Per fare tutto ciò si deve sapere che le regole logiche che conosciamo sono sempre regole basate sul principio d'autorità. Abbiamo creduto ad Aristotele. Ma se il punto di riferimento fosse un altro tutto il mondo sarebbe diverso. Abbiamo creduto a Galilei e a Newton, e va bene. Ma si può credere a tanti altri principi a cui oggi non crediamo e potremmo inventare cose mai immaginate. Chi dice che tutto è già stato detto ha solo poca immaginazione e molta riverenza e sottomissione e fede che qualcun altro sia più intelligente di lui. E invece ognuno è l'essere più intelligente dell'universo, tutti gli altri sono comparse. Tu sei il protagonista assoluto di questa recita. Sei l'intero teatro.
Sempre a condizione che tu creda a queste parole.

sabato 18 febbraio 2012

Eh?

Ci sono periodi in cui protagoniste sono le domande.

1) le canne fanno bene o male all'autoosservazione e quindi all'ampliamento della coscienza?
2) qual'è lo strumento più efficace per l'eliminazione dei condizionamenti: la disciplina o la trasgressione?
3) quando elimini i condizionamenti che cosa rimane?
4) è normale dover attraversare un periodo di annullamento prima di risorgere come qualcosa di nuovo?
5) è meglio godersi i linguaggi o eliminarli tutti? Oppure osservarli senza manipolarli razionalmente?
6) è meglio lasciarsi andare oppure controllare e quindi non assecondare i propri ego?
7) l'arte alimenta gli ego aumentando le illusioni e i linguaggi egoici oppure aiuta a far emergere la propria essenza?
8) esiste forse un'arte degli ego e un'arte dell'essenza? Oppure l'arte, essendo linguaggio, è sempre e comunque ego? Esiste un linguaggio che non sia egoico? Che appartenga all'essenza? Il linguaggio di Dio?
9) esiste davvero l'essenza?

venerdì 3 febbraio 2012

Children never die

‎"Maestra, facciamo la festa di Carnevale?" "Eh si, mi piacerebbe bimbi, ma in questa scuola la preside non da l'autorizzazione, nessuno ne ha mai potute fare" "e tu falla lo stesso, che succede se la fai lo stesso?" "possiamo farla, ma poi mi rimprovera moltissimo", "e magari ti licenziano?","se si arrabbia tantissimo si, potrebbe licenziarmi", "e meglio no? così non devi più lavorare!" "ma se mi licenzia io poi non guadagno i soldi per vivere" "te li do io, maestra io ho il salvadanaio con mille euro, te li do", "io pure","pure io, ti diamo tutti i nostri soldi! dai maestra ti prego facciamo la festaaa!!".


(Scritto da Carla Gueli e tutto vero.)