domenica 26 ottobre 2008

WE DIDN'T CARE


vorrei raccontarvi del più grande gruppo punk del mondo di cui mi fregio di aver fatto parte. il punk si può riassumere nell'affermazione "I don't care". i "musicisti" punk non devono necessariamente saper suonare bene il loro strumento, l'importante è che facciano un determinato casino che destabilizzi con musica e parole adatte ciò che le persone per bene hanno finora pensato. prima della musica del gruppo punk arriva la sua immagine a passarci il messaggio che vuole portarci, che spesso coincide col mio pay off personale "l'importante è ciò che importa".
ecco, il più grande gruppo punk, nato in un paese di nome favara in provincia di agrigento era composto da me e da altri tre ragazzi che si riunivano in uno sgarrupatissimo "studio" in cui avevano portato gli strumenti. appena entrava in studio, il gruppo si riuniva attorno a un tavolo a farsi le canne e a fare dei disegni alquanto assurdi e surreali, di cui ancora oggi si conservano le reliquie.
il gruppo è esistito per un anno e in quell'anno i suoi componenti hanno preso gli strumenti per fare una prova tutti insieme soltanto una volta. il suo nome era "meiotic division".

5 commenti:

Francesco ha detto...

Sicuramente una delle pietre miliari della storia del non-rock. Il fatto di non aver concretizzato praticamente nulla ha lasciato inalterata l'energia potenziale fino ad oggi. Io, Kartin Love, son orgoglioso di aver fatto parte del progetto Meiotic Division. Parte della mia anima, esicuramente qualcos'altro, sono ancora lì, sotto i giornali....

Antonio ha detto...

Non ebbi l'immensa fortuna di assistere a un'epifania dei meiotic division, ma ebbi modo di visitare le vestigia del loro mitico studio, qualche tempo dopo. Il tanfo, l'umido, la zozzura potevano competere solo con quelli di un altro luogo, Cortile Cognata (ma questa è un'altra storia / e un'altra band, gli altrettanto seminali - nel senso di onanisti impenitenti - Mulberry Flowers).
Determinismo ambientale? Profondissime affinità elettive? Gli stessi pusher?
difficile dirlo. Di fatto, "we still don't care".

Anonimo ha detto...

Ci sono poche cose di cui andare davvero fieri. Una di queste è avere avuto un'orrida e filtrinosa adolescenza!
Carla

massimo ha detto...

...io c ero...

Gaetano ha detto...

Beh che dire...quanti bei ricordi hai evocato con questo post...erano davvero i bei tempi in cui non te ne fregava niente, l'importante era solo ritrovarsi tra amici veri, rinchiusi nello studio ad ascoltare e a fare musica, ad esaltarsi all'ennesima vignetta (mi resta impressa quella di uno sbirro che aspettava in auto prima di fare irruzione...eheh) e "stunari" come dei pazzi.COme non dimenticare anche il mitico bagno... o le telefonate anonime... aaahh! Grazie Buskopan per questo tuffo nel passato che ci hai fatto fare! Ciao!