venerdì 13 luglio 2012

Terapia per handicappati

Ci sono due tipi di scrittura. Almeno io ne vedo due al momento, ma con un diverso paio di occhiali potrei vederne di più o di meno. C'è la scrittura che si rivolge a se stessi e quella che si rivolge agli altri. Nella prima diciamo a noi stessi ciò che osserviamo in noi, quindi anche tutto quello che pensiamo in relazione a ciò che abbiamo fatto o detto o che dovremmo fare o dire. Cerchiamo di scavare, di trovare la sincerità, la verità di ciò che siamo, che sentiamo, possiamo farlo. Nella seconda diciamo agli altri solo ciò che vogliamo dire, non tutto. Siamo più legati alla morale, a ciò che vogliamo che gli altri pensino di noi, all'immagine delle reazioni che potrebbero suscitare le nostre parole, alla paura di non essere amati.
Ecco, c'è un esperimento strano che alcuni fanno con la propria vita: scrivere per se stessi e poi mostrarlo al pubblico. Eliminare la paura di non essere amati è una missione da superuomini, senza pensare necessariamente a Nietzsche.

mercoledì 11 luglio 2012

Perchè studiare filosofia

Perchè vedi ogni cosa attraverso centinaia di punti di vista diversi, quelli di ogni filosofo.
Vedi quanto il mondo non sia altro che la nostra interpretazione di esso.
Capisci che continuare a dargli un'altra interpretazione non ha senso perchè è sempre soggettiva, limitata, sbagliata.
Si studia filosofia per essere certi che nessuno di quei filosofi ha trovato la verità.
Si studia filosofia per abbandonare la filosofia.

venerdì 6 luglio 2012

Hegel per handicappati

Davvero, è facile.
Allora, Hegel dice che una volta c'erano i greci che vivevano in armonia con la natura pensando che le cose erano come le pensavano, che l'Io e il mondo non erano scissi. Poi è arrivato il cristianesimo (cattolico e protestante) che ha posto dio fuori dal mondo, come creatore del mondo e non identificato con esso, e allora l'uomo si è sentito peccatore e si è creata la distanza tra l'Io e il non Io, l'essere e il non essere, il finito e l'infinito. Questo fino a Kant, a partire dal quale è iniziato il processo di riunificazione tra Ideale (nella mia testa) e Reale (fuori di me).
Dice Hegel: Essere e Non essere si riuniscono in una categoria superiore: il Divenire. Significa che dal punto di vista del divenire sono identici. E fa un esempio, che senza gli esempi non si è mai capito niente nella vita: la cosiddetta dialettica servo-padrone.
Il padrone possiede la proprietà, il servo l'amministra ma non ne è proprietario, è dipendente e così ha paura del padrone. Tutto questo avviene nella testa del servo e nella testa del padrone come qualcosa di fisso, essere e non essere.
Poi il servo lavora e produce qualcosa di concreto in cui vede che il suo concetto di sè come uomo non è solo ideale ma anche reale. E allora si accorge che il padrone dipende da lui e che lui dipende dal padrone: sono uguali. Il divenire è la realtà. Nella realtà i due sono uguali.
Ora potrei dirvi che tutto ciò è preso, paro paro, dalla Cabbala, ma mi interessa di più pensare a tutti i giovani lavoratori che accettano di fare mettiamo il copywriter, l'art director o qualsiasi altro lavoro in un posto per 500, 800 euro al mese e a partire dal mese successivo iniziano a lamentarsi del fatto che li pagano 500, 800 euro e che passano loro dei lavori di merda. Ecco secondo Hegel, io me ne lavo le mani eh, secondo Hegel non hanno un cazzo da lamentarsi.

giovedì 21 giugno 2012

Il cielo stellato dentro di me, la legge morale dentro di me.

Allora, all'inizio sembra, ma non è difficile.
Secondo Kant lo spazio e il tempo sono "forme pure dell'intuizione", non esistono fuori di noi. Attraverso queste forme pure noi organizziamo i dati sensibili, li intuiamo, ce li formiamo dentro di noi.
Poi intervengono le "categorie", cioè l'azione dell'intelletto, che unifica e raggruppa le intuizioni dell'esperienza così che noi ci creiamo un mondo.
Quindi Kant sta dicendo che il mondo me lo formo grazie all'intuizione prima e all'intelletto poi. Dice proprio che è come se indossassimo delle "lenti" per sempre.
é tutto dentro di noi. Non esiste niente prima dell'esperienza tra soggetto e oggetto. Quasi quasi arriverebbe a dire che esiste solo l'esperienza, annullando soggetto e oggetto, ma non è buddista e non ce la fa. Però è già tanto per la storia della filosofia che fino ad allora si era messa in testa di cercare di capire come funziona il mondo. La risposta di Kant sembrerebbe essere: il mondo è come sei fatto tu.
Tutto questo è contenuto nella famigerata "Critica della ragion pura".
Poi Kant scrive la "Critica della ragion pratica" in cui si può leggere: "Il cielo stellato sopra di me, la legge morale dentro di me".
Sopra di me? Sopra di me!?

Queste ed altre minchiate potrete sentirle dal vivo sabato prossimo a Cantù (?) dalle 11 alle 18 in via Matteotti e poi al teatro non mi ricordo come si chiama dalle 21 alle 23 (mi pare).

qui c'è scritto tutto.



lunedì 18 giugno 2012

La vera religione


In quel gruppo erano tutti illuminati. Conoscevano il segreto della vita ed erano Dei. Vivevano in comunione con la volontà di Dio. Ogni loro pensiero si realizzava, perché era il pensiero di Dio, il verbo. Niente li turbava, era un’estasi continua. E tutto questo grazie a un mese di meditazione. Da quando uno di loro, il primo, aveva detto: “si medita così”.  Dovevi stare in piedi con le mani e la faccia rivolte verso il cielo, per un’ora al giorno. Dopo un mese l’illuminazione era garantita. E tutto ciò veniva offerto gratis, perché un illuminato non chiederebbe mai del denaro in cambio del segreto della felicità. Quel dono è già il più grande piacere per un illuminato.
Tutto il mondo, in un anno, si illuminò, così tutti gli abitanti della terra passarono dalla dimensione fisica alla dimensione dell’Assoluto, del Logos, dell’Essere in quanto essere, dell’Immanenza. Il tempo scomparve e anche lo spazio. Così possiamo dire che tutto ciò avvenne contemporaneamente e in ogni luogo. La terra stessa e tutto l’universo si accorse di se stesso, fu presente a se stesso e continuò così per l’eternità.
Tutto questo perché, in quella posizione meditativa, gli uomini, inconsapevolmente, erano indotti a toccare, con il palato, un punto sulla lingua quasi mai toccato prima. Un punto che, se sollecitato, fa produrre al corpo umano una droga che risveglia la coscienza. Lo stesso punto che Buddha, Gesù, Ermete Trismegisto e pochi altri avevano, tramite altre pratiche, toccato in passato.

sabato 16 giugno 2012

Esoterismo

Esoterico di solito vuol dire "per gli interni". Ma se uno è esoterico davvero sa che per ogni cosa c'è almeno un altro significato più nascosto. "Per gli interni" infatti vuol dire anche "dei mondi interni", "dell'interiorità". Esoterico non vuol dire altro che "attenzione rivolta all'interno invece che all'esterno". Se già sai che tutto l'esterno è la tua rappresentazione del mondo e non un mondo oggettivo arrivi poi alla comprensione che anche quella è solo un'altra interpretazione e che non ne esci. Allora alcuni pensano che, siccome non vedono la via d'uscita, allora vuol dire che l'uscita non c'è. Anch'io ho pensato per tanto tempo questa cosa. E infatti ho fatto per lungo tempo il pubblicitario, manipolando il linguaggio e mostrandoti e mostrandomi il mondo in mille modi diversi. Ma è troppo facile. A un certo punto anche un milione di mondi saranno troppo stretti se non ne puoi uscire, se sono tutti finti, frutto di un milione di autoillusioni, di un milione di lenti di un milione di colori diversi. Drrrrrrrriiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiinnnnnnnnn!

mercoledì 30 maggio 2012

ancora


nasci, studi, ti fidanzi, ti lasci, ti fidanzi di nuovo. ti sposi, trovi un bel lavoro, spendi i soldi, compri una bella casa, una bella macchina, tutte le comodità, esci con gli amici, e muori.
e intanto ti annoi sempre di più
perchè è tutto finto
perchè non sei tu
e tutto questo è sempre più automatico e meccanico
come se fossi allevato
siamo in un allevamento
e appena acquisisci un po' di coscienza te ne accorgi
appena inizi a guardarti
ma se hai l'occasione di uscirne può cambiare tutto
rinuncio a tutto
pur di vedere com'è fatta l'autenticità
i soldi, le donne, la droga, sono tutte distrazioni
non l'amore
che è un'altra cosa

sabato 19 maggio 2012

Cani e padroni di cani


C’era una volta un cane che portava a spasso il suo padrone. Un giorno pestò una merda di uomo e si incazzò tantissimo con tutti quei cani che portavano in giro i padroni senza togliere le merde dal marciapiedi col sacchettino apposito o come cazzo volevano loro. “è una cosa incivile”, diceva, e continuava a strofinare la sua zampa contro l'angolo del marciapiedi. Il padrone, vedendolo così arrabbiato gli disse: “Cane, non te la prendere, porta fortuna”. Il cane non poteva capire il linguaggio umano, ma accarezzò lo stesso il padrone dietro le orecchie e tirandolo col guinzaglio continuò la sua passeggiata quotidiana.

lunedì 14 maggio 2012

Implicazione

Implicito vuol dire che sta dentro a una cosa, ma non lo vedi, è nascosto. Vuol dire che si può dedurre da un'altra cosa. Cioè se io dico 2+2=4 è implicito che 4-2=2.
Tutto è collegato, tutto è implicito rispetto a qualcosa.
Ci sono un sacco di cose che ci fanno incazzare e non sappiamo perché. Quello che ci fa incazzare è qualcosa di implicito in qualcosa.
Per esempio se una persona mi spiega qualcosa per filo e per segno e io mi incazzo, lo faccio perchè implicitamente quella persona mi sta dicendo "ignorante". è altrettanto implicito, in questo caso, che io sono un orgoglioso, un superbo.

Capita di essere incuriositi e divertiti, stupiti, da un cane che gioca con una palla. Cosa c'è di così strano? Perché non lo facciamo quando vediamo un bambino in quella situazione? Cosa c'è di implicito in un cane che gioca a palla e nel nostro stupore? Cosa ci rivela? "Guarda che curioso!"

é implicito che:

se avessimo la coda, scodinzoleremmo.